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Elhaida Dani: una pazzesca "voice"

Aperto da Luke_Lucignolo_, Aprile 23, 2013, 11:03:01 PM

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Luke_Lucignolo_

Ultimamente viene trasmesso, il giovedì sera, un programma a mio avviso interessante, che costituisce praticamente l'unica trasmissione da me seguita in televisione.

Si chiama "The voice" e non mi dispiace affatto, perché per la prima volta, in un "talent show", viene messo in risalto ciò che essenzialmente conta in un cantante e che non sempre emerge in una società in cui l'essere spesso cede all'apparire: la voce.
Una trasmissione poco "televisiva" in tal senso e, forse, è proprio per questo motivo che mi piace.
È sbarcata in Italia un po' come è già successo con "X-Factor", anche se la trovo di qualità generalmente superiore.
Nelle "blind auditions" o audizioni al buio mi ha colpito l'idea di porre le poltrone girate, ascoltando  esclusivamente la voce e premendo il fatidico pulsante solo in caso di gradimento, così da osservare la fisicità e la presenza scenica dell'artista soltanto dopo aver apprezzato le sue doti vocali. Sono state, così, create quattro squadre musicali, capeggiate, ognuna, da un "coach" e da un "aiutante" musicale, figure volte a consigliare gli artisti scelti, migliorando le loro già promettenti capacità.
Sono state, quindi, allestite e disputate diverse "battles", duetti all'ultima nota tra membri di una stessa squadra e ci sono state, necessariamente, ulteriori selezioni, che hanno visto anche l'uscita di scena di talenti notevoli, essendo questi "duelli" organizzati sempre ad armi vocali pari.
Ciò che, però, mi affascina maggiormente della trasmissione è lei: Elhaida Dani, una talentuosissima ragazza albanese, di soli diciannove anni, finora sconosciuta a noi italiani.

Una vera "voice" che, grazie al palco di questo programma, è emersa prepotentemente, presentando ai provini l' "impossibile" pezzo di Jessie J: "Mamma knows best", un'energica canzone dalle inclinazioni "blues" e "jazz", a cui Elhaida ha saputo conferire un'ancor più elettrizzante veste "rock".  :o
Che dire: un'interpretazione decisamente impressionante, che lascia davvero senza parole; questo perché Elhaida è riuscita a reinterpretare e quasi a superare la già difficile versione originale, cantando con una sicurezza estrema, forte di un'agilità vocale e di un'estensione a dir poco devastanti; sembrava quasi divorarsi le note, mentre queste scivolavano rapidamente, con irrefrenabile energia, richiudendosi e arrotolandosi su se stesse, per poi precipitare e risalire, fino alle vette più intangibili, in un'incessante cascata ed ascesa di suoni.
A soli diciannove anni Elhaida è già un portento di voce, personalità e presenza scenica: è straordinaria, devastante, con un controllo vocale che di rado si riscontra attualmente.
Basta ascoltarla per essere immediatamente travolti da quel potentissimo "tornado" che è la sua voce.
Una voce che tutto può.
E non è certo semplice mettere pienamente in risalto la sua immensità, trovando pezzi adatti ad esprimere così numerose e notevoli doti.
A seguito dell'incredibile "performance" di Elhaida ho poi scoperto, senza stupirmi eccessivamente, che la ragazza, "asso nella manica di Cocciante" (il "coach" che lei stessa ha scelto), è stata anche vincitrice del talent show "Star Academy" del 2009, del Top Fest 2012 e miglior cantante in altri rinomati "festivals", giungendo persino alle semifinali della selezione albanese per l' "Eurovision Song Contest" del 2012.
Le sue sono interpretazioni molto differenti, che spaziano ovunque, da "Mamma knows best" di Jessie J a "Listen" di Beyoncé, fino ad arrivare alla struggente "Caruso" di Lucio Dalla.
Forse, la partecipazione a "The Voice" potrebbe essere, per lei, un trampolino di lancio, il punto di svolta definitivo di una già brillante e ben definita carriera professionale, davvero esemplare per una ragazza così giovane.
E non posso che augurarmelo, dal profondo del cuore: Elhaida, dotata solo del talento della sua voce, è venuta in Italia, conquistando cuori e menti, a dispetto di chi ancora ignora l'emergere degli stranieri meritevoli, talvolta esclusi dalla società italiana a causa di leggi tanto ataviche quanto inutili.
Nel duello, che l'ha vista ovviamente vincente, in sfida con una brava cantante di origini americane, sono emersi altri aspetti e accenti melodici che ancora non avevo notato in Elhaida, quali il suo gusto musicale, la sua eleganza, il suo saper gestire ed incanalare l'emozione, dalla prima all'ultima nota, in modo incantevole, passando dai registri più dolci a quelli più aggressivi, dalle note più basse e penetranti a quelle più acute e squarcianti, accarezzando e, talvolta, graffiando l'ascoltatore.
Una voce, insomma, eclettica e multiforme, che ben si adatta alle varie circostanze.
La canzone proposta era, questa volta, "No more tears (Enough is enough)", portata al successo, a suo tempo, dalle titaniche Barbra Streisand e Donna Summer, interpretata nella "battle" da Elhaida Dani e Francesca Bellenis.
Prossimo appuntamento coi primi "live shows", questa settimana: e non mancherò di certo alla terza fase del programma!

Luke

Luke_Lucignolo_

#1
Ieri, 30 maggio 2013, la diciannovenne Elhaida Dani si è aggiudicata l'ambito titolo di "The voice of Italy", trionfando sui finalisti degli altri Team del programma: "The voice" ed ottenendo un vantaggioso contratto con la "Universal".

Per il Team Cocciante è, infatti, giunta alla finalissima, conquistando un meritatissimo primo posto, proprio lei, Elhaida, che con la sua voce piena ed avvolgente è riuscita a calarsi in ogni genere, suscitando diverse standing ovations tra pubblico e "coaches" e rendendo persino leggermente lucidi gli occhi dell'inossidabile Piero Pelù con la struggente interpretazione di "Adagio", fino a distrarre il suo malizioso sguardo dalle ballerine, in "Mamma knows best", sotto ammissione dello stesso rocker toscano.
La vittoria di Elhaida è stata un vero trionfo: se non unanime, quasi, considerando il fatto che oltre il 70 % dei votanti ha scelto lei.
La Dani ha iniziato a suonare il pianoforte all'età di sei anni ed è cresciuta con le canzoni di Mina e di Cocciante, arricchendo sempre più i suoi interessi musicali, anche a giudicare dalle varie performances che ci ha regalato. E quando le si chiede quale sia il duetto dei suoi sogni, lei pensa immediatamente a Beyoncé o Mina, rimarcando l'irrealtà e l'impossibilità di tutto ciò.
Un fatto è certo: Elhaida è già arrivata molto in alto, e questo solo grazie al suo talento; quello che sembrava un lontano sogno, è divenuto, proprio ieri, realtà: è lei "The voice of Italy".
Moltissimi hanno creduto in questa ragazza, ed è facile affermarlo, anche solo valutando il diretto riscontro che lei ha avuto sul pubblico: credo che a rendere ancora più grande Elhaida sia il fatto che tutti sapevano del suo inevitabile trionfo; tutti, a parte, ovviamente lei, che non ci ha mai creduto, nemmeno per un istante. Il sogno di "The Voice" era davvero insperato per questa giovane donna e, forse, Elhaida è stata una delle poche a non scorgere quella rarità e quell'unicità che ognuno di noi ha visto in lei. Un sogno, dunque, divenuto realtà, nel corso di alcuni, densissimi mesi: chissà, quindi, che non riesca a realizzare anche quell'impensabile duetto!
Per ogni spettatore è semplice affermare che una palese caratteristica della Dani, oltre all'indiscusso talento, sia proprio l'estrema umiltà, mista ad una naturale timidezza che, in contrasto con l'immensa voce e la grande sensibilità di cui è dotata, costituisce in lei un eterogeneo e vincente trio.
Il suo inedito: "When love calls your name", musicato da Cocciante e, per un attimo, destinato a Celine Dion. Travolgente.
Per quanto riguarda il Team Pelù è giunto alla finalissima il rocker Timothy Cavicchini, secondo classificato, dalla voce decisamente graffiata, grintosa e convincente, sostenuto soprattutto dal pubblico femminile; si può affermare, con certezza, che questa sia stata, comunque, una vittoria. Anche se in Italia il rock, generalmente, incontra meno consenso, Timothy, aiutato dal suo coach, è riuscito a sfatare questo mito, anche grazie alla sua presenza scenica, raggiungendo un ragguardevole secondo posto e cantando come, forse, non aveva mai cantato, fino a ieri.
Il suo inedito: "A fuoco" è davvero molto orecchiabile, energico, "ribelle", ed è perfettamente cucito su di lui.
Per il Team Carrà è approdata all'ultima puntata l'intimistica e dondolante cantautrice Veronica De Simone, terza classificata, dotata di una raffinata sensibilità e l'unica ad aver scritto di suo pugno l'inedito presentato in finale: "Nati liberi", un brano molto canticchiabile, nel quale Veronica ha riversato tutto il suo mondo, fatto di emozioni e fragilità; un pezzo che colpisce dritto al cuore, sicuramente perché a viverlo e a cantarlo è proprio l'autrice della musica e del testo.
Per il Team Noemi, invece, è arrivata alla finalissima Silvia Capasso, quarta classificata, dalla voce potente, soul, pop rock.
Ha anche lei presentato il suo inedito: "Luce", che non è certo semplice da cantare ed interpretare, interessante soprattutto nel ritornello, leggermente orientaleggiante.
Noemi non ha nascosto il suo disappunto di fronte alla "medaglia di legno" della sua beniamina, che è stata la prima ad uscire dalla finalissima: con la tranciante frase: "That's Italy: avete sbagliato", l'artista dai fiammeggianti capelli rossi ha voluto esprimere, in tutta franchezza, la sua delusione nei confronti del risultato e del pubblico.
Tra gli altri momenti "top" della serata, oltre ai vari duetti già citati, non possiamo certo dimenticare il binomio "Pelù-Cocciante" che ci ha inaspettatamente consegnato una performance esplosiva: si tratta di due personalità davvero diverse e contrastanti, all'apparenza inconciliabili, le cui energie, fuse, hanno però creato un'atmosfera indimenticabile, di purissima grinta. E, a seguito di questo coinvolgente duetto, come possiamo scordare l'altrettanto inaspettato "Vaffa" (per intero) di Pelù alla Carrà?
Forse il suo spirito rock, dopo l'insuperabile performance, è strabordato troppo eccessivamente e voleva guadagnarsi, anche lui, un "meritato" trofeo?
Un insulto su cui è stata sicuramente gettata ombra, sommerso dall'attesa del verdetto finale e dai coriandoli che hanno, poco dopo, inondato la vincitrice.

Un augurio, quindi, ad Elhaida che, nonostante qualche strisciante razzismo di fondo, seminato qua e là, è riuscita a trionfare, meritatamente.
E un augurio anche agli altri ragazzi vincitori, Timothy, Veronica e Silvia, che, insieme ai semifinalisti di "The voice", tra cui Francesco Guasti e Manuel Foresta, stanno ampiamente spopolando su "I-Tunes", coi loro inediti, tutti di buona qualità, riscuotendo un notevole ed incredibile successo.
Ricordiamo che, a differenza di altri talent, magari più televisivi, "The voice" fa concorrere artisti che hanno dedicato da anni un attento studio al canto e per i quali il canto non costituisce solo uno spassoso passatempo, ma anche e soprattutto una seria professione.
E la vetrina di "The voice" sembra prospettare, per molti concorrenti meritevoli, un decisivo trampolino di lancio: speriamo, davvero, che questi ragazzi possano inaugurare al meglio la loro carriera musicale e che non svaniscano nel nulla e nell'oblio.

Luke_Lucignolo_

#2
Durante il corso della trasmissione Elhaida ha sempre spaziato ovunque, in ogni genere, mostrandoci mille volti e mille sfumature, da quelle più dolci fino alle più aggressive, a partire dall'elettrizzante jazz-blues "Mamma knows best", con cui aveva fatto il suo ingresso alle audizioni e nella quale ha sempre dimostrato disarmanti grinta e graffio, fino a sconfinare nella più soul "I believe I can fly", che ha molto personalizzato: e, in un "roteare" di note, alla fine è svettata fino al cielo, attraversando ogni registro e coprendo, inconsapevolmente, persino il fuori tempo del coro gospel.

Tra le altre sue interpretazioni non possiamo certo dimenticare quelle più melodiche ed intramontabili: prima tra tutte, "Adagio", canzone che ha avvertito davvero sulla pelle ed alla quale ha dato anima e brivido, e poi: "All by myself" e "Nessun dolore".
In particolare, a "Nessun dolore", che nell'originale di Battisti presentava già qualche accento aggressivo, è riuscita a conferire un'inaudita veste "rock", mostrando il suo lato più "istrionico", ballando e sostenendo potentemente la voce.

Citando fedelmente le parole Noemi, Elhaida è davvero "una grande voce al servizio di una grande emozione".
Nell'ultima puntata ha riproposto, a cascata, una dopo l'altra, alcune delle sue cover, sopra citate, interpretando anche "I will always love you": durante l'esecuzione, chiudendo gli occhi, per un attimo, all'inizio, sembrava davvero di riascoltare la voce di Whitney e l'emozione è stata fortissima; poi, come sempre, Elhaida è riuscita a discostarsi dalla versione originale, dando il suo personale contributo.
Ogni volta ha interpretato e reinterpretato, sempre di più, dimostrando di non avere solo un controllo vocale notevole su tutti i registri e su tutte le gamme, ma anche splendide e versatili personalità e sensibilità, aggiungendo quel tocco, quel lieve graffio, persino, in un breve tratto, nelle intoccabili: "Adagio" e "I will always love you".
Edificante è stato, nella finalissima, il suo duetto con Riccardo Cocciante in "Margherita", un pezzo unico che il cantautore non ha mai condiviso con nessuno: e, ancora una volta, Elhaida non si è smentita, confermando la sua toccante sensibilità.
La Dani ha poi duettato coi Modà, sostituendo, praticamente, il ruolo di Emma nella canzone: "Arriverà".
E non possiamo certo dimenticare la semifinale, in cui Elhaida ha cantato con Will.i.am, mostrandoci ancora una volta il suo scoppiettante lato dance, già visibile nella cover di "Nessun dolore".
Nell'ultima puntata ha, inoltre, presentato come inedito un brano in inglese: "When love calls your name", le cui musiche sono state scritte proprio da Riccardo Cocciante: era un pezzo che il cantautore teneva da tempo nel cassetto, aspettando il momento giusto per restituirlo alla luce.
Recentemente aveva pensato di consegnarlo a Celine Dion, che l'avrebbe, però, inciso più avanti, essendo molto impegnata a New York.
L'occasione di "The voice" e lo straordinario talento di Elhaida Dani, però, hanno spinto Cocciante ad affidare questa "pietra" alla meravigliosa voce della diciannovenne ragazza albanese, che, a suo avviso, ha conferito una raffinatezza ed un gusto particolari al pezzo, donandogli sicuramente nuovo volto e rendendolo, secondo le sue stesse parole: "un diamante"; con grande trasporto emotivo ed enorme potenza Elhaida ha, infatti, saputo aggiungere un pizzico di soul ad una canzone essenzialmente pop e melodica.