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A Spasso nell'Arte

Aperto da LaDeA, Marzo 25, 2012, 10:11:23 AM

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LaDeA

L'arte è immaginazione, sentimento, emozione, espressione.
L'arte è una tecnica espressiva che è mutata nel tempo, lasciando intatto il messaggio dell'artista, le emozioni e i sentimenti trasmessi sono universali, eterni, e sono una necessità imprescindibile del genere umano, fino dai suoi albori. Qui sta l'universalità dell'arte, e l'arricchimento di chi va a spasso trai i capolavori senza tempo.
Ognuno di noi ha un paio d'ali, ma solo chi sogna impara a volare.
Chatta con me! *-*

LaDeA

Hayez dipinse Il bacio nel 1859, in pieno Risorgimento italiano. Realizzato secondo i principi e gli ideali del Romanticismo, l'opera ritrae due giovani che abbracciati si scambiano un sensuale bacio d'amore.
Totalmente presi dalla passione amorosa, che a sua volta coinvolge lo sguardo di chi li osserva, i due non si rendono conto dell'ombra che li scruta e che crea un alone di mistero e di inquietudine sull'intera scena.
I significati politici si ravvedono nella scelta del colore degli abiti dei due giovani: bianco, rosso, verde e azzurro, ossia quelli della bandiera di Italia e di Francia. Il richiamo è quindi agli accordi di Plombières che Napoleone III e Cavour strinsero nel 1858.
L'opera si trova nella Pianacoteca di Brera a Milano.
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Consuelo

Il Bacio è un dipinto a olio realizzato dal pittore spagnolo Pablo Picasso,

La tela rappresenta due amanti stretti in un bacio così appassionato, che a stento si distinguono l'uomo (a sinistra) dalla donna. Il quadro è stato dipinto durante il cubismo che come principio principale è la scomposizione degli oggetti per farli diventare delle immagini geometrizzate e scomposte.

Capisci l'importanza di quella persona quando non è con te.
Se ti manca, allora è davvero importante.

LaDeA

Madonna di Ognissanti di Giotto.
Si tratta di un dipinto a tempera e oro eseguito nel 1310 per l'altare dei frati Umiliati nella chiesa di Ognissanti, attualmente si trova alla Galleria degli Uffizi di Firrenze.
Il dipinto, su tavola di 325 x 204 cm, rappresenta un forte rinnovamento della pittura di Giotto, la Madonna viene rappresentata in vesti nere seduta su un grande trono, sulla cui gamba si poggia il Gesù bambino.
La pala presenta un senso di profondità ed una plasticità delle forme, il busto della Madonna si dispone un po' di sbieco e la faccia risolutamente di trequarti: a cementare l'unità plastica, la tunica forma decise pieghe diagonali che segnano, per così dire, la direttrice del movimento,e, pur senza grandi accentuazioni chiaroscurali, acquistano grande intensità plastica, a contrasto come sono del mando nero che cade quasi a piombo. E la testa, inclinando sulla spalla asseconda il movimento avvolgente delle pieghe del mando, che, col lembo di sinistra, si dispone in una curva concentrica alle pieghe del busto.
Ai piedi del trono due angeli inginocchiati con in mano della ampolle con rose e gigli, simboli mariani, probabilmente tra i primi esempi di natura morta. In piedi due figure, la sinistra con in mano una corona mentre a sinistra ha in mano uno cofanetto.
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Consuelo

L'Opera è una delle soluzioni più efficaci di un gruppo di dipinti dedicati da Cézanne alo stesso soggetto, eseguiti ad Aix tra il 1890 e il 1895.
In questi anni Cézanne si dedicò all'osservazione e allo studio di personaggi semplici e modesti, come ad esempio i contadini della campagna provenzale, eseguendo numerosi ritratti preceduti da disegni.
Gradualmente l'artista giunse a concepire con estrema sintesi formale una scena complessa come questa. Il confronto tra questa composizione e quella di Londra, apparentemente identica, fornisce elementi che ci fanno capire meglio il processo artistico di Cézanne.
Entrambi i dipinti rappresentano due uomini con giacca e cappello, seduti di fronte ad un tavolo di osteria, che giocano a carte. Una scura bottiglia di vino segna il centro della scena.
La rappresentazione, già essenziale, povera di particolari, raggiunge un'ulteriore sintesi nella soluzione d'Orsay grazie alla semplificazione dei piani e all'uso più intenso del colore: la tela è apparentemente monocromatica, ma presenta una molteplicità di scalature dal beige al bruno, con graduali passaggi tonali. Inoltre nel dipinto di Parigi la stesura si presenta in larghe zone più dense e vicine le une alle altre. Tutto si risolve in un serrato rapporto ritmico tra colore e forma in armonico equilibrio.
Nella soluzione di Londra Cézanne allarga l'inquadratura comprendendo la figura di destra e lo spazio circostante è descritto con minor astrazione (alle spalle dei due uomini è riconoscibile un finestrone aperto su un vasto paesaggio di cui si intuiscono delle chiome arboree), effetto di "apertura" dato anche dall'uso di tonalità più chiare. Inoltre il quadro di Londra, nonostante sia più grande per dimensioni, non è altrettanto monumentale quanto quello dell'Orsay che, perduto il suo carattere descrittivo, raffigura due semplici uomini impegnati nel gioco delle carte.

L'opera, realizzata presumibilmente tra il 1890 e il 1895 è conservata al Museo d'Orsay dal 1986.

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LaDeA

Il grande capolavoro pittorico che noi tutti conosciamo come il ritratto di Monna Lisa o col nome più celebre e usato della Gioconda è stata realizzata da uno dei più grandi Geni ed artisti di tutti i tempi e cioè Leonardo da Vinci (1452 – 1519) in un periodo che va dal 1503 al 1505 circa. Il dipinto di Leonardo è conservato ed è esposto per tutti coloro che vogliono ammirarla, presso uno dei più importanti Musei d'arte del mondo, il Museo del Louvre di Parigi che ne ha una grandissima cura essendo questa, l'opera pittorica più celebrata e studiata al mondo da esperti e storici d'arte. La tecnica usata dal grande maestro italiano è quella dei colori a olio su di una "semplice" tavola di legno di pioppo di piccole dimensioni, circa 77 centimetri di altezza per 53 centimetri di larghezza. L'opera raffigura il ritratto di una donna la cui identità ai giorni nostri è ancora incerta e vi sono tanti dubbi anche se, molti storici d'arte e grandi esperti di fama mondiale affermano che la donna raffigurata è quasi certamente Monna Lisa, moglie di un noto mercante fiorentino vissuto proprio nello stesso periodo dell'artista che si chiamava Francesco del Giocondo, da questo appunto deriverebbe il nome con cui tutti conosciamo l'opera.
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LaDeA

Sull'opera: "Pala di Brera", o "Madonna con il Bambino , sei santi, quattro angeli e il duca Federico da Montefeltro", è un dipinto di Piero della Francesca, realizzato con tecnica ad olio e tempera su tavola nel 1472-74, misura 248 x 170 cm. ed è custodito nella Pinacoteca di Brera a Milano.
Secondo la maggior parte degli studiosi, i santi nella presente composizione vengono identificati (da sinistra verso destra) in Giovanni Battista, Bernardino da Siena, Gerolamo, Francesco, Pietro Martire e Andrea (la figura con la barba bianca ubicata all'estrema destra). Il Ricci, invece, ravvisava nella quinta figura l'effige di fra' Luca Pacioli.
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Consuelo

L'opera è datata nel 1490 circa, ora si trova a Cracovia, è un olio su una tavola di noce ed è stata commissionata da Ludovico il Moro, nella corte di Milano. La dama con l'ermellino, ovvero Cecilia Gallerani, era la donna favorita di Ludovico il Moro a corte. L'ermellino assume più significati: si suppone che Ludovico il Moro, nel 1488 circa, era fondatore dell'Ordine dell'Ermellino. In più, l'ermellino è simbolo di cortesia e gentilezza, caratteristiche di Cecilia, donna nobile e regale. L'animale è colorato di bianco, vivace, simbolo di purezza. La luce nel quadro proviene dal lato destro, come se qualcuno stesse per entrare nella stanza. La donna sembra emergere dall'ombra. La ripresa è a tre quarti per esaltare il potere volumetrico della figura, la Gallerani viene qui, presentata come una vera figura del suo tempo. Quest'opera rappresenta le caratteristiche di Leonardo, i suoi studi, alcune parti del corpo, il movimento della testa della donna, il busto, rappresentano "Il Moto dell'Anima". Leonardo elabora in questo momento, la relazione naturale tra movimento "dell'anima" e movimento del corpo, tra interiorità ed esteriorità.

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LaDeA

La Colazione dei Canottieri di Renoir.
La tela è ambientata sulla terrazza del ristorante La Fournaise, a Chatou, sulle rive della Senna, dove si ritrovavano abitualmente i canottieri. I parigini vi andavano per le gite domenicali, anche perché la zona era collegata con la città da una delle prime ferrovie costruite in Francia.
La Colazione dei canottieri è un quadro di grandi dimensioni realizzato pochi anni dopo del Moulin de la Galette e ne rappresenta per molti versi una variazione sul tema. Rispetto a quest'ultimo, l'individuazione dei singoli personaggi è più netta, i colori più vari e vivaci, la struttura compositiva più chiara, gli effetti della pittura en plein air più accentuati.
La scena evoca lo stato d'animo, l'atmosfera che circonda questi giovani, tutti amici del pittore, immersi in una piacevole conversazione carica di cordiale intimità e resa ancora più accattivante dall'ambiente gradevole. Gli atteggiamenti aggraziati e vivaci, la naturalezza dei gesti, mostrano tutta l'abilità del pittore nel delineare i personaggi nel loro ambiente. Il senso di animazione è reso sapientemente dalla prospettiva e dalla disposizione delle figure che in primo piano sfumano delicatamente verso lo sfondo, anche attraverso una sapiente utilizzazione dei rapporti cromatici.


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Consuelo

Molto singolare è la storia della Dama con il liocorno: vi appare rappresentata una giovane donna, bionda, con gli occhi azzurri, davanti a una loggia che si affaccia su un vasto paesaggio; tra le braccia tiene un piccolo liocorno (o unicorno). Che questo sia il soggetto è stato scoperto, però, solo nel 1934-36: fino a quella data il quadro rappresentava Santa Caterina d'Alessandria, avvolta in un ampio mantello e con la ruota, simbolo del suo martirio. In un periodo imprecisato (forse il XVII secolo) qualcuno aveva infatti trasformato questo ritratto di dama in quello della santa.
Di Raffaello.

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LaDeA

Dama col mazzolino di Giambologna. 
L'opera è un esempio della tipologia dei busti-ritratto diffusasi a Firenze nell'ultimo quarto del XV secolo; l'innovazione consiste nel taglio della figura fino all'ombelico e nell'inserimento delle bellissime mani affusolate, scolpite in maniera naturalistica mentre stingono al petto un mazzo di fiori. Non si conosce l'identità della donna, affine, nei connotati e nell'acconciatura, alla Ginevra Benci di Leonardo.  L'opera si può ammirare al Museo del Bargello.
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Consuelo

Innanzitutto si vedono la Madonna col Bambino e san Giovannino, riconoscibile dalla pelle di cammello che indossa, tipica della sua iconografia.
La struttura è tipicamente piramidale.
Giovannino, sotto l'occhio benevolo di Maria porge il cardellino al piccolo Gesù secondo un'iconografia tipicamente toscana, riscontrabile anche nel Tondo Taddei di Michelangelo.
Il cardellino è simbolo della passione, si dice si chiami così perché anticamente si pensava vivesse tra cardi e spine. Secondo una leggenda cristiana si narra che un cardellino si fosse messo ad estrarre le spine della corona che trafiggeva il Cristo crocifisso, e che si fosse trafitto a sua volta, sporcandosi anche del sangue di Gesù: l'uccellino così sarebbe rimasto sempre con la macchia rossa sul capo.
Gesù accarezza l'uccellino consapevole del suo destino di Salvatore, come era già scritto. Probabilmente il libro aperto nelle mani della Madonna sta a significare appunto quanto già era stato scritto sul futuro sacrificio del Dio che si è fatto uomo per la redenzione.
In realtà quella che a noi appare come una tranquilla e pacifica scena familiare non è altro che l'annuncio della Passione.

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LuceNellAnima

Viandante sul mare di nebbia di Caspar David Friedrich.
In questo quadro di Friedrich, forse tra i suoi il più famoso e anche quello più sfruttato, si avverte immediatamente la poetica del pittore. Il sublime, ossia il senso della natura possente e smisurata, viene qui presentato con una evidenza da teorema matematico. Su una roccia di origine vulcanica un uomo, raffigurato di spalle, ammira il panorama che gli si apre davanti. La nebbia che gli è innanzi è quasi come un mare da cui emergono come isole le cime delle montagne. Non vi è vegetazione che crea angoli accoglienti. Le rocce sono nere e inospitali. Emergono dai fumi di una nebbia che sembra quasi il vapore che sprigiona la terra dal suo interno.
Il paesaggio ha qualcosa di così arcaico che sembra di ammirare la Terra subito dopo la Creazione. L'uomo che ammira questo spettacolo ci dà il confronto tra la piccolezza della dimensione umana e la vastità dell'opera della natura. È raffigurato di spalle così che lo spettatore del quadro deve condividere il suo punto di vista e compenetrarsi nel suo stato d'animo. Lo stato d'animo, cioè, di chi avverte dentro di sé il sentimento del sublime: meraviglia e quasi sgomento di fronte all'immensità dell'universo.

Gianluca

L'arte è una delle poche cose, che oggi, riescono ancora a scaldarci l'anima.
Anche la più bella scarpa, col tempo diventa una ciabatta.

Libellula

Mi piace tantissimo l'arte! Quando vedo un dipinto, mi emoziono sempre.   ::)
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