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Brothers (2009)

Aperto da Luke_Lucignolo_, Giugno 26, 2013, 03:22:44 PM

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Luke_Lucignolo_

È difficile per me esprimere la grandezza di questo film, molto forte e intenso, che dà luce alla guerra e alle sue conseguenze, attraverso la storia di un amore e di due fratelli, opposti per temperamento e fama, i cui ruoli sembrano quasi invertirsi e ribaltarsi.
Inoltre abbiamo due generazioni, messe a confronto: quella del figlio, che parte per l'Afghanistan, e quella del padre, a suo tempo soldato in Vietnam.
Vi consiglio, quindi, vivamente, di guardare "Brothers", se ancora non l'avete fatto, per il dramma che racchiude in sé e l'efficacia con cui questo viene mostrato allo spettatore. Interpretazione notevole di Natalie Portman (allora non ancora "Premio oscar"), con la sua incredibile capacità di calarsi nel ruolo in modo spontaneo, misurato, senza un'eccessiva enfasi, ma con grande naturalezza e compiutezza. Straordinaria l'interpretazione drammatica di Tobey Maguire, per la quale ha ottenuto una candidatura ai "Golden Globe"; davvero mirabile e potente anche l'espressività delle bambine, nel ruolo delle figlie, che restituisce un vero tuffo al cuore.
Prima di leggere la recensione, va guardato e "vissuto", scena per scena, senza ombra di dubbio.

Il protagonista della pellicola è Sam Cahill (Tobey Maguire, divenuto celebre per "Spiderman"), marine, marito della splendida Grace (Natalie Portman) e padre di due adorabili bimbe: "eroe di patria", forte di un inossidabile senso del dovere che gli fa anteporre il servizio della nazione alla sua stessa famiglia, parte per una pericolosa missione in Afghanistan.
Ed ecco il congedo, la lontananza: ma la vita di Grace e degli altri familiari, nonostante tutto, scorre e prosegue il più possibile nell'ambito della normalità; poco dopo, però, l'elicottero del marine precipita e la donna viene subito informata della tremenda notizia: suo marito è morto.
A seguito dello sconvolgente evento, entra in scena una figura un po' particolare: è il fratello minore e scapestrato di Sam, Tommy, reduce di prigione e considerato, soprattutto dal padre, la "pecora nera" della famiglia, colui che mai era stato all'altezza dell'onore e del rigore del fratello maggiore.
Egli, però, molto legato a Sam, decide di aiutare Grace e le bambine, che sono rimaste sole, senza un vero punto di riferimento.
La diffidenza di Grace è molta all'inizio, visti i precedenti, ma Tommy riesce a far emergere tutta la sua umanità e quelle qualità che mai nessuno era riuscito a scorgere in lui, costruendo un rapporto di affetto molto intenso con le bimbe e con la stessa donna: l'assenza di Sam risulta sempre insostenibile per la splendida vedova, ma tra i giochi con le nipotine, la cucina rimessa a nuovo e l'affezionata disponibilità di Tommy, sembra che la casa riacquisti un volto nuovo e più sereno, ritrovando, lentamente, quel punto di riferimento di cui era stata defraudata. Tra Grace e Tommy, complice l'instabilità emotiva dovuta alla morte di Sam, si instaura un rapporto molto intenso, che culmina in un bacio. Il senso di colpa nei confronti di Sam, però, è straziante e distoglie i due dall'andare oltre.
Le vite della famiglia Cahill proseguono, pur nello smarrimento, ma lontano da quei luoghi, in un villaggio disperso tra i monti dell'Afghanistan, due uomini si trovano catturati dai talebani e sottoposti ad un durissimo stato di prigionia: uno di questi è Sam, che non è morto, ma è momentaneamente sopravvissuto. Una serie di devastanti e disumane torture, che perdurano nei giorni, colpiscono, come prima vittima, Joe, il quale rasenta alla follia, ed infine approdano al vero dramma del film, dopo un lungo processo di disumanizzazione; quando, infatti, le vite dei due ostaggi e prigionieri diventano ormai insignificanti per i talebani, questi pongono Sam davanti ad un'assurda scelta: uccidere il compagno o venire ucciso lui stesso. Una lotta per la sopravvivenza spinta alle estreme conseguenze, al di là di una qualsiasi nozione di umanità. Inizialmente Sam si oppone a questa insulsa decisione, ma le minacce si fanno sempre più pressanti e opprimenti, le torture sempre più insopportabili e invivibili, fino a svuotare completamente e in profondità, l'animo del marine, come già era successo con quello di Joe. E, in un impeto di tragica disperazione, il giovane soldato uccide l'amico, sotto gli occhi vigili dei rapitori e delle telecamere, che riprendono senza alcuna pietà ogni attimo del disumano scempio.
Poco dopo, però, la liberazione: l'esercito americano trova Sam.
La videocamera che aveva filmato la scena disumana viene quindi distrutta, durante l'incursione americana e le varie sparatorie. Senza che il marine possa rendersene conto, in preda al più totale sconvolgimento, spariscono le tracce più concrete e tangibili del suo disperato atto, ma non certo quelle dell'anima, che resta irrimediabilmente dilaniata da un insopprimibile e straziante senso di colpa.
Così Sam torna a casa, dove viene considerato da tutti un "eroe di guerra", ma non è certo più lo stesso: il tremendo shock della prigionia e delle torture vissute, unito all'azione che è stato costretto a compiere, hanno lasciato in lui un segno indelebile; la mente e l'anima sono inevitabilmente disturbate, prive di stabilità e lucidità. Mentre agli occhi di tutti continua ad essere un eroe, dentro di sé porta quell'insopportabile, insostenibile fardello, un senso di colpa che non rivela a nessuno. E così osserva, straziato, il bimbo di quel Joe che lui stesso ha ucciso, ascolta, sempre taciturno, i discorsi dei familiari e quelli degli ospiti che, meno discreti, toccano nel vivo il suo dramma, senza rendersene del tutto conto.
In più Sam ha intuito che tra Grace e Tommy qualcosa è cambiato, affettivamente, e crede che tra di loro possa essere stato consumato un rapporto, quando in realtà questo non è mai accaduto. Dall'altro lato le bambine non riconoscono più il padre e sono quasi intimorite da quello che per loro costituiva naturalmente un punto saldo, una solida figura paterna. Anche se piccole, percepiscono fortemente il cambiamento di Sam, e la loro istintiva reazione è quella di attaccarsi sempre più a quell'affettuosa "pecora nera" di nome Tommy, il dolce zio che per molto tempo è stato loro vicino, fino a preferirlo allo stesso, irriconoscibile padre.
In un clima di latenti incomprensioni, drammi e turbamenti, la figlia maggiore arriverà ad ammettere pubblicamente di preferire lo zio al papà, lasciando intendere senza troppi indugi che la madre e Tommy sono ben assortiti.
Il tutto sconvolge ancora maggiormente l'animo già disturbato di Sam che, nonostante le continue rassicurazioni di Grace, giunge all'apice della follia, lasciandosi andare ad un impeto di rabbia, disperazione, distruzione, puntando la pistola prima su Tommy e poi, sotto gli occhi della polizia, su se stesso, rasentando il suicidio. Dopo questi avvenimenti Sam viene rinchiuso in un ospedale psichiatrico: riceverà la visita di Grace, che lo ama da sempre e minaccia di lasciarlo se non le spiega, finalmente, l'intima causa del suo turbamento. Solo a quel punto, vedendo sfumare in sé l'unica ragione per cui ha sempre desiderato vivere, Sam rivela quanto accaduto: e così i due si abbracciano, nella disperazione. Sul finale, sembra quindi aprirsi un varco, una speranza, una forza: quella di riprendersi, nonostante tutto, la propria normale esistenza, sottratta dalle tragiche vicende dell'Afghanistan; la voglia di andare avanti, pur portando dentro di sé un dramma disumano.
Ma, come diceva Pavese: "forse solo per i morti la guerra è finita davvero".