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Juventus, Matri cenerentolo nello scatto-scudetto

Aperto da Dolceluna, Febbraio 10, 2013, 05:48:44 PM

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Dolceluna

La rincorsa di Alessandro Matri è inarrestabile. Subito prima di Natale il cambio di marcia: doppietta al Cagliari, cinque reti nelle ultime sette gare giocate. Nel 2013, il bello di Sant'Angelo Lodigiano è l'attaccante bianconero più convincente, e Conte ci ha rinunciato solo per questioni di salute. Come cambia la vita: passano sette mesi senza gol, poi altri tre, quindi tutto d'un tratto la butti dentro pure senza scarpa, come ieri. Un anno fa (25 febbraio 2012) Matri firmava l'1-1 a San Siro contro il Milan, gol di fatto fondamentale nella conquista dello "scudetto miracolo". Il passo sembrava di quelli decisivi. E invece la luce si spegne, inizia un lungo digiuno, il tempo accumula cifre imbarazzanti, Matri perde la Nazionale, quindi l'Europeo, finisce in fondo anche alle gerarchie bianconere. Piovono fischi, sempre più spesso, e nemmeno il gol del 29 settembre (nel 4-0 rifilato all'imbarazzante Roma di Zeman) sblocca la situazione. Arriva infatti un altro black-out, di tre mesi stavolta.
Come per magia — Tutto cambia il 21 dicembre, a Parma, dove la Juve affronta il Cagliari. Pinilla porta avanti i sardi, i campioni d'Italia faticano, ma dopo un'ora Conte punta su Matri. Risultato: due reti e i bianconeri volano. Seguono i gol contro l'Udinese, sul campo del Chievo e appunto ieri sera. Quando anche gli dei del calcio decidono di stare dalla parte di Ale e spingono alle spalle di Viviano la palla colpita senza scarpa, saltata un attimo prima per colpa di una storta. "Come Elkjaer contro la Juventus nell'anno dello scudetto veronese (1984-85, ndr)", ricorda qualche tifoso dai 40 anni in su. E ancora: "Magari porta bene e si rivince lo scudetto...". Quel pomeriggio anche il carrarmato danese perse la scarpa prima di calciare. Se ne andò sulla sinistra, saltò un paio di difensori bianconeri (per la precisione prima Pioli e poi Favero che gli pizzicò i tacchetti facendogli perdere la scarpa) e fulminò Tacconi in diagonale. Qualche juventino accennò una protesta, ma il grande Trapattoni li gelò: "Pensate a giocare...".


Champions sul campo — In un certo senso, quindi, Matri consegna il suo gol alla storia del nostro campionato, ma soprattutto aggiorna in positivo le cifre personali. Dicevamo dei cinque gol nelle ultime sette gare giocate, sei in 13 partite di campionato (titolare solo sei volte), un centro ogni 99'. Complessivamente, in bianconero, 25 reti in 60 gare di serie A. Ora sì che si ragiona. Va però cambiata la tendenza in Champions League: zero reti, cinque presenze, tre volte titolare. "Sì, voglio un gol europeo", ha detto nei giorni scorsi. E in questo inizio di anno si è intanto riconquistato sul campo una maglia da titolare. Ci riprova a Glasgow, magari con la speranza di giocare accanto a Vucinic, se non altro per una questione statistica: dei sei gol realizzati in questa stagione, cinque Matri li ha firmati con accanto il montenegrino. "Però, al di là del mio momento positivo, adesso c'è da vincere, e basta", conclude il bomber ritrovato.
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